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Primarie alla sulmontina ovvero: la cena dei cretini.

locandina "La cena dei cretini"Non so se conoscete il film, ma in sintesi accade questo: alcuni rappresentanti dell’alta borghesia parigina, snob e sbruffona, hanno trovato il modo di divertirsi alle spalle dei più “deboli”. Ognuno di loro dovrà invitare a cena un “cretino” inconsapevole incontrato nel corso della settimana e, a fine serata, eleggerne il “vincitore”. Pierre Brochant, editore, crede di avere trovato il cretino per eccellenza in Francois Pignon (umile impiegato del Ministero delle Finanze), ma qualcosa va storto e, invece che presentarsi alla cena, Brochant si ritroverà incastrato in casa senza nessuna possibilità di liberarsi del cretino di turno.

Facendo le dovute interpretazioni, mi pare molto simile a quello che è accaduto per le primarie in salsa sulmontina. Il PD ha cinicamente invitato a sedersi al tavolo i cretini di turno, servendo per cena un surrogato di democrazia per anime candide, certo della sua superiorità intellettuale e di consenso elettorale.

Però, come nella commedia, i cretini si sono rivelati ingestibili perché, per varie e imprevedibili (per il cinismo dei vertici PD) ragioni hanno mandato a gambe all’aria il progetto di vincere una partita “truccata” apposta per far vedere al popolo quanto fossero fighi e democratici e aperti e partecipati ecc. ecc.. Ora invece, a prescindere dal vincitore, avranno la responsabilità di aver diviso invece che unito il possibile centrosinistra sulmonese e di aver messo, per la seconda volta consecutiva, una seria ipoteca per buscare una nuova batosta elettorale. Volevano divertirsi alle spalle dei cretini (i sulmonesi ignari e in buonafede) e invece i cretini, candidamente, si sono vendicati senza rendersene nemmeno conto. Ora, almeno per salvarsi la faccia, la segreteria cittadina del PD dovrebbe dimettersi in blocco. A partire dal presidente di circolo Andrea Catena, massimo sostenitore di queste primarie e fedelissimo della linea imposta dal segretario regionale Paolucci,  il quale pure di fronte all’evidenza del disastro si negherà perfino il battesimo. Seguito a ruota dal segretario Roberto Spinosa che doveva garantire tutti e non ha garantito nessuno, nemmeno Di Masci che tanto per non rischiare, mentre i ragazzi giocavano agli Obama di provincia con la “grande celebrazione della democrazia partecipata”, lavorava al piano “B”. Infine, dulcis in fundo, la pasionaria Teresa Nannarone, che però in parte è giustificata da vicende personali serie. Narcotizzata dal sogno di una rivalsa nei confronti di chi l’aveva umiliata alle scorse provinciali e dall’idea di trasformare il PD di Sulmona in un partito progressista e riformista moderno, mettendo alla porta vecchi marpioni e residuati post-comunisti, Teresa ha visto ribaltare il legittimo ruolo da protagonista a quello di mera comprimaria, vanificando ogni sua residua autorevolezza. Quando invece, semplicemente restandone fuori, avrebbe impedito tutto questo e si sarebbe accreditata come miglior aspirante alla candidatura a sindaco. Aspettiamo le prossime puntate, ci sarà da divertirsi. Anche perché i cretini, si sa, non mancano mai.

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Posted on domenica, gennaio 20th, 2013 at 16:28 and is filed under Donne, Movimenti, Politica, Sulmona. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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