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Pensiamo alla città

nuvole sul Morrone

strane nubi incombono sul cielo di Sulmona


Fa impressione osservare a che livelli d’irresponsabilità possano condurre il mix di ossessioni personali, narcisismo e incompetenza che stanno connotando l’incredibile crisi al Comune di Sulmona.
Tutti conosciamo gli attori in campo, le storie personali, i pochi pregi ed i numerosissimi difetti manifestati da quasi tutti coloro che si sono seduti sui banchi di Palazzo San Francesco. Però lo scenario che si è delineato negli ultimi giorni è desolatamente ordinario rispetto alla qualità della politica nazionale e locale, ma straordinariamente inquietante se contestualizzato nella situazione di collasso socio-economico in cui la città annaspa.
Capisco tutto: dalle ambizioni elettorali (malriposte a mio avviso) regionali o nazionali di qualcuno, passando per l’inesperienza arrogante e ignorante di qualche neo eletto, per il riproporsi di conflitti tra fazioni storiche della politica locale tramite figli d’arte, reduci ed ex delfini, per le puerili strumentalizzazione di certa opposizione priva d’idee, identità e prospettive tanto quanto la maggioranza.

Quello che non mi rassegno a capire e tanto meno a giustificare è l’autentico, fastidioso, protervo menefreghismo con il quale tutto passa in secondo piano rispetto alla nomina dell’ennesimo inutile assessore. Inutile non come persona, ci mancherebbe altro, ma senza dubbio superfluo, marginale, inefficace in quanto del tutto estraneo ad un disegno amministrativo a un progetto per la città, allo sviluppo di uno specifico settore della società locale. Che si chiami Aldo Milan, Bonifacio Gentile, Raffaele Giannantonio o Paolo Santarelli, tutti amici lo voglio sottolineare, poco importa. Quello che importa è che, almeno sulla carta, abbia le caratteristiche giuste per attuare un pezzo del programma di mandato che il Sindaco ha presentato all’atto dell’insediamento. Tutto il resto sono chiacchiere vuote, squallide diatribe ereditate da epoche in cui ci si poteva permettere il lusso di traccheggiare su queste faccende, sulle ambizioni di sottogoverno di compari e comparucci. Oggi, dove l’efficienza e la rapidità delle scelte amministrative sono davvero questione di vita o di morte per una comunità, dove, senza fare retorica d’accatto, davvero la metà dei giovani è a pancia vuota, senza stipendio e senza prospettive, dove il disagio sociale è ai massimi storici, una crisi come questa, dovuta a futili motivi, lontani da motivazioni politiche serie legate all’attività del sindaco e della giunta, è immorale oltre che assurdamente dannosa. E non ci illudiamo che l’assenza di consiglieri 5S a Palazzo San Francesco significhi che sulmona sia un’oasi di oppiomani addormentati. Dopo i sei anni di disamministrazione seguiti alla caduta del La Civita Ter e all’incredibile gestione Federico, Sulmona è stremata e non può assolutamente premettersi nuove elezioni e un commissariamento che potrebbe durare anche molto a lungo. Sarebbe come avallare un genocidio in atto già da tempo, soprattutto dopo il terremoto del 2009. Lo sappiano gli agitatori di questa crisi. E sappiano pure che al momento opportuno. qualora ce ne sarà bisogno, ce ne ricorderemo.

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Posted on lunedì, febbraio 3rd, 2014 at 12:01 and is filed under Senza categoria. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed.

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