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Buon Natale Comandante.

Dic 22nd, 2012 Posted in Cultura, Giovani, Politica | No Comments »

Ieri l’altro ho ricevuto una telefonata di auguri. Che c’è di strano uno direbbe sulle prime, siamo sotto Natale, succede. Invece sono due giorni che il cervello continua a ruminarci sopra.

La telefonata che, per inciso, mi ha fatto enormemente piacere e mi ha anche un po’ commosso, proveniva da Gilberto Malvestuto, uno dei comandanti e tra i pochi superstiti della Brigata Majella. La mitica formazione partigiana che scrisse alcune delle pagine più luminose della lotta contro l’invasione nazista e la dittatura fascista, partì dai contrafforti della Montagna Madre e attraverso Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, per entrare prima a liberare Bologna e poi fino Trento e Asiago. Posti dove gli abruzzesi hanno ancora un occhio di riguardo in memoria di quel gruppo di soldati che, al posto delle stellette, sulle spalline portava fasce tricolore.

Loro erano repubblicani, col Re non volevano avere niente a che fare. Per questo, perchè non volevano le stellette dell’esercito monarchico, per l’orgoglio di repubblicani, socialisti, liberali o dei semplici patrioti che vi militavano, senza altra ideologia in comune che non fosse la libertà, nel 1945 a Jesi, subirono un affronto. Nessuno si presentò a consegnare la medaglia d’oro al valor militare. Al Luogotenente Umberto II evidentemente la formazione anti monarchica non andava giù. Vigliacchi fino in fondo i Savoia.

Quello che mi attanaglia la bocca dello stomaco e non mi dà pace da due giorni è che Gilberto (vuole che lo chiami così perché tra amici ci si chiama per nome) a 91 anni ha preso il cellulare per farmi gli auguri e, nella breve chiacchierata che ci siamo fatti, non ha saputo o voluto mascherare l’amarezza che lo affligge nel vedere che fine ha fatto quel sogno di libertà. Read the rest of this entry »

Annulliamo le “inutilarie” di Sulmona.

Dic 18th, 2012 Posted in Politica | No Comments »

bussolotti delle primarieA primavera saranno passati inutilmente altri cinque anni. Un altro inutile lustro che non ha prodotto altri risultati dal suicidare irrimediabilmente quella che un tempo, un poco pretenziosamente ma con un certo stile, per retaggio, stemmi e sigilli regi vari, si autodefiniva città. 

A primavera, aprile o maggio non è dato sapere, la sempre più decrescente ed anziana popolazione sulmonese sarà convocata alla urne per scegliere un sindaco ed un consiglio comunale i quali nella teoria e purtroppo, visto le ultime esperienze, anche nella pratica dovranno gestire ed amministrare la città fino al 2018.

A guardare Sulmona oggi uno tende a pensare che la profezia dei Maya l’hanno scritta qua. E non sa se augurarsi che sia vera oppure no.

Perchè solo l’idea che possa replicarsi una devastazione così priva di senso, una tabula rasa economica e culturale di tipo post-bellico, un nulla politico e progettuale come quello che ha marchiato a fuoco l’amministrazione Federico, un dissolvimento della struttura sociale che nemmeno nei paesi della “cortina di ferro” quando c’era ancora l’Unione Sovietica, ti pone seriamente la necessità di dover scegliere tra l’auspicare l’Armageddon causa asteroide o, per restare più terra terra, la fuga verso le economie effervescenti della Bielorussia o del Congo.

La cosa più tragicomica, irritante e scandalosa è che la morte civile non è sufficente affinchè la residuale, sedicente classe politica sulmonese faccia ammenda e tenti una carta mai giocata prima: quella di parlare dei problemi reali che la città e i suoi residenti stanno vivendo. Non che ci si aspetti una soluzione, sarebbe già miracoloso che mostrassero di averne minima cognizione. Read the rest of this entry »

Charles Darwin il terrorista e la Digos innamorata.

Mar 11th, 2012 Posted in Cultura, Movimenti, Sociale, Sulmona | No Comments »

Gent.ma Sig.ra Prefetto dell’Aquila,

sono tante le storture che i cittadini perbene sopportano quotidianamente in Italia ma, chissà perchè, a quelli di Sulmona è riservato un supplemento di assurdità ingiustificabili.

Sorvolando sulle questioni più evidenti che riguardano perlopiù una sequela di disparità e discriminazioni, cominciate dal 1954 e sfociate nella mitica protesta “Jamm’ mo” e perpetrate in maniera spudorata dal capoluogo di Regione ai danni della nostra città, vorrei sottoporre alla Sua attenzione la strana storia d’amore sbocciata tra la Digos di Sulmona ed il circolo UAAR (Unione Atei Agnostici Razionalisti) cittadino in particolare nella persona della sua coordinatrice.

Tra tutte le attenzioni di cui questa città ed i suoi abitanti hanno bisogno, tra tutti i trattamenti di riguardo e spesa di denari pubblici che troverebbero conforto in una caterva di buone ragioni di carattere sociale, economico, politico e culturale, l’unico, mi creda, di cui non si sente la necessità è quello del costo di attività “di sicurezza” inutili come la presenza della suddetta Digos in manifestazioni assolutamente pacifiche e civili come la conferenza per il “Darwin day”, tenuto ieri presso la sede distaccata della Provincia a Sulmona.

A meno che non si ritenga che Charles Darwin non sia l’autore de “L’evoluzione della specie” ma una sorta di capo della SPECTRE (ha presente James Bond?) e che i simpatizzanti dello UAAR siano una cricca di pericolosi sovversivi perché diffidano delle teorie creazioniste, la presenza del pur simpatico ed affabile funzionario di PS di turno nelle manifestazioni organizzate da questi cittadini rispettabilissimi e dalle fedine penali immacolate, onesti contribuenti come Lei e sicuramente più di molti credenti di mia conoscenza, comincia ad essere leggermente irritante.

Per due ragioni fondamentali. Read the rest of this entry »

L’informazione a Paperopoli

Dic 20th, 2011 Posted in Economia, Media & Press, Sulmona | No Comments »

PaperinoNon più tardi di qualche mese fa, a luglio, ebbe ampio risalto sulla stampa locale lo studio di uno sconosciuto Centro Studi “Sintesi” di Venezia, nel quale Sulmona veniva indicata tra i borghi più felici d’Italia.

In particolare, sul quotidiano “Il Centro”, un articolo recitava così:

La qualità della vita a Sulmona è la più alta della regione. I parametri utilizzati dal centro di ricerca veneto sono principalmente legati a questo fattore, sostituendo l’indicatore del Pil (prodotto interno lordo) pro-capite. Al suo posto è stato preso in considerazione, infatti, il più attuale Bil (benessere interno lordo), che lascia spazio alle variabili del benessere economico e sociale, ambiente, indicatori di felicità, condizioni di vita, istruzione e cultura, partecipazione alla vita politica, rapporti sociali, sicurezza, ambiente, attività personali e salute pubblica.”.

A parte l’involontaria ironia della definizione “borgo”, che per un comune di circa 26 mila abitanti mi pare quantomeno un declassamento del rating, se vogliamo usare un termine in voga, l’analisi appariva stridente sia con la percezione dei cittadini, sia con una serie di fatti oggettivi: aumento del consumo di farmaci antidepressivi ed alcool, aumento esponenziale della dipendenza dal gioco e dalle macchinette mangiasoldi, raddoppio delle separazioni, diminuzione delle nascite, scomparsa della generazione tra i 25 ed i 45 anni, smantellamento pressoché totale delle attività culturali di maggiore qualità, completo distacco tra partiti e società reale, botte da orbi tra gang di ragazzi sempre più emarginati, riduzione dei servizi alla salute ed alla persona, oltre 1000 assistiti da Caritas e simili, ma mi fermo qui. Read the rest of this entry »

In una terra dove non si nasce, non ci si può vivere.

Nov 3rd, 2011 Posted in Politica, Salute, Sanità, Senza categoria, Sulmona | No Comments »

Abbiamo imparato a nostre spese che il mondo in cui viviamo è un mondo cinico, ma mai avremmo immaginato che si arrivasse a tanto. Far quadrare il bilancio della sanità abruzzese dopo decenni di ruberie è scandali, è un compito assai arduo, un conto che una società silente per anni, è costretta a pagare, ma quale parte della società paga? E’ presto detto; paga quella parte di società abruzzese che da decenni è vittima consapevole di innumerevoli scempi perpetrati e reiterati, che hanno come fine poco nobile quello del clientelismo, e questo, si sa, si pratica nelle aree maggiormente popolate.
Al diavolo quindi i diritti dettati dalla Costituzione, la magnifica carta concepita per rendere uguali tutti i cittadini, quella che nel suo primo articolo pone le basi della dignità umana, che ripete nel terzo articolo che la dignità è riconosciuta a tutti i cittadini, non facendo differenza fra cittadini di montagna e quelli della costa, oppure tra popolazioni più o meno popolose. Da tempo assistiamo immobili allo svuotamento del significato della parola uguaglianza, prima con il lavoro, poi con il riconoscimento di diritti, oggi è giunto il tempo di negarci qualcosa che mai avremmo immaginato ci venisse negato: Il diritto di dare alla luce i nostri figli in sicurezza, il diritto di vivere una parentesi della vita quale la gravidanza, con la dovuta e necessaria serenità. E fa ancora più male prendere coscienza che si tratta di un “disegno premeditato”, che inizia il suo percorso con l’andata in pensione dell’ultimo responsabile del reparto di Ginecologia ed Ostetricia, Prof. Giuseppe Verrocchi, e mai rimpiazzato, anzi, si fa peggio, lo si sostituisce con il collega del nosocomio sangrino, anch’esso al traguardo della vita lavorativa, lasciando completamente sguarnito il reparto di un’ospedale che può sembrare inutile agli strateghi della sanità regionale, ma che per la comunità montana dell’alto Sangro, rappresentava l’unico avamposto della civiltà di uno stato, e come un cerchio che si stringe, oggi tocca a noi, ultima periferia civile della regione Abruzzo, ultimi nella qualità di servizi, ma primi a pagare per quegli scempi sopra descritti, e questo ha del paradossale.
Qualcuno giocherà con le date, “la Baraldi assicura che la chiusura ci sarà fra 5 anni” (erano 5 anche a Gennaio dello scorso anno quando si decise di formare un comitato di salvaguardia del S.S, Annunziata), poi appare in tv il Ministro Fazio che in assoluta tranquillità espone con incredibile cinismo numeri e date, e la data ultima a sentire appunto, il Ministro, è Ottobre 2012, una cospicua rappresentanza della politica propenderà, appunto, per non creare eccessivo allarmismo vista la distanza temporale della prima data, sarà come dirci “non preoccupiamoci adesso, tanto ci ammazzeranno fra 5 anni”; ma questo malato terminale non ci sta! Le donne di questo territorio non ci stanno, e si mobiliteranno perché esse non sono “diversamente incinte” rispetto alle pari genere delle province di Teramo, Pescara e Chieti, e con esse Padri, Madri, Mariti e figli, perché consentire a chicchessia di permettere che non si nasca più in questo territorio sta a significare decretarne la morte, perché in un territorio dove NON SI NASCE, non si può più VIVERE, e le donne sono portatrici di VITA.
Rosanna Sebastiani

E’ L’ORA DELLE DONNE, SE NON ORA, QUANDO?

Ott 28th, 2011 Posted in Senza categoria | Commenti disabilitati su E’ L’ORA DELLE DONNE, SE NON ORA, QUANDO?

Ne sono state pronunciate e scritte tante di parole, in merito alle sorti segnate dell’ospedale SS Annunziata; nell’ultimo anno in particolare, assistiamo ad una serie di prese di posizioni pubbliche da parte di amministratori e partiti che non si traducono in azione politica, anzi, abbiamo avuto modo di riscontrare negli atti, che queste posizioni si capovolgono letteralmente… Era il 19 Marzo quando “tutti” i rappresentanti politici della città scesero in piazza per manifestare contro le decisioni sciagurate del triumvirato sanitario regionale Chiodi-Baraldi-Silveri, ma poi? E sopratutto, quanti di quei cittadini sapevano realmente cosa sarebbe accaduto? O quantomeno cosa si prevedeva per questo territorio? Ma procediamo con ordine:
Iniziamo a parlare dei posti letto, dopo il taglio dei 16 posti della riabilitazione, siamo scesi da 180 a 164 posti, nulla da eccepire se si considera che l’accorpamento della Asl di Sulmona con Castel di Sangro (61 posti letto prima dei tagli), garantiva il superamento della soglia “200” che avrebbe dovuto mettere al riparo da ulteriori tagli, la Asl 1.
perchè parliamo di posti letto? Semplicemente perchè la soglia minima dei 200, che con la riduzione del 48% dei posti di Castel di Sangro, è scesa a 194 (ma tu guarda),ed ha esposto questo vasto territorio al sistematico massacro della sanità, e per poter avere una possibilità di comparazione, almeno per i posti letto, prendiamo un territorio di equivalente estensione come quello che va da Ortona a Vasto passando per Guardiagrele e Lanciano, ed andiamo a contare:
Ortona 125 posti letto
Lanciano 255 posti letto (nuovo ospedale previsto, posti 300
Guardiagrele 104 posti letto
Vasto 255 posti letto
e parliamo quindi di un totale di 734 posti letto fatta esclusione dei quasi 500 di Chieti nonchè della fitta rete di cliniche presenti in provincia, in un territorio collegato , se non con l’eccezzione di Guardiagrele, dalla rete autostradale, oltre al non trascurabile fatto di essere posizionati sulla costa o in prossimità di essa, particolare non trascurabile se si pensa alle difficoltà in cui si incappa nei territori interni in situazioni climatiche solite durante i mesi invernali e che invece non coinvolgono, se non in situazioni particolarmente eccezzionali, il territorio della provincia teatina.
Dunque, i posti letto; Il triunvitato sanitario si trincera dietro la soglia, ormai demolita, dei 200 posti letto, per motivare una serie di inadempienze da giustificare con quanto previsto dal federalismo sanitario… allora perchè nessuno dei nostri rappresentanti politici ha ritenuto opportuno illustrare le differenze con i distretti elencati sopra? come mai Guardiagrele, abbondantemente sotto soglia minima, non può essere chiuso? Semplicemente perchè “un Sindaco” supportato da consiglieri provinciali e regionali (nello specifico dal consigliere Caramanico), ha opposto resistenza presso il tribunale Amministrativo Regionale, ponendo un semplicissimo quesito: Hanno “diritto” i cittadini del comprensorio di Guardiagrele a vedersi riconosciuta pari dignità in materia di applicazione dell’articolo 32 della Costituzione italiana? La risposta del TAR è stata tanto ovvia, quanto scontata, ma quì parliamo del “Sindaco” di Guardiagrele, e non del sindaco di Sulmona.
Ma la pratica dei tagli dei posti letto fa parte di un disegno criminale preordinato e preorganizzato, messo in atto tramite la mancata sostituzione dei dirigenti di reparto pensionati, 11 su 17, in reparti essenziali quali la Medicina, la Ginecologia (fra un pò anche l’Ostericia), Oncologia, Pediatria, Oculistica, Odontiatria, e altri ancora… Primari di reparti che non procuravano perdite al delicato sistema economico sanitario, ma anzi, ne riducevano i costi limitando fortemente la migrazione sanitaria verso le regioni di confine, ed è così che, in mancanza di responsabili di reparto, si sceglie di andare a curarsi altrove, e quindi si taglia, si taglia, si taglia e si taglierà, fino ad arrivare al numero previsto dalla regione per il nostro territorio che è pari a 32 posti letto, avete letto bene TRENTADUE! E se teniamo conto che a Castel di Sangro è previsto il mantenimento del solo pronto soccorso, siamo ad una media di un posto letto ogni 2600-2700 abitanti, quando l’indicatore standard nazionale parla di 6 posti letto per ogni 1000 abitanti, che dire…
Ma la chicca finale arriva adesso, anche se da quanto esposto sopra era facilmente prevedibile, la chiusura del punto nascite, è infatti previsto entro il termine ultimo dell’Ottobre 2012, il potenziamento delle sole strutture che garantiscono 1000 nascite annue, per aree particolarmente disagiate al quale noi potremmo appartenere in virtù della collocazione montana, della viabilità scomoda, del fattore climatico, il parametro scende a 500 nascite, e quì l’ennesimo “gioco di prestigio”, perchè le nascite non vanno calcolate nel territorio, ma nel reparto… ora chiederei alla signora Baraldi in qualità di donna, ed ai signori Chiodi e Silveri in qualità probabile (non so) di padri di future donne, o semplicemente di mariti, permetterebbero ad una loro figlia, ad una moglie, a lei stessa (Baraldi) semmai fosse in età, di partorire in un reparto dove non vi è primario Ginecologo e primario Ostetrico? E in quale reparto dovrebbe essere messo il neonato, nato magari da un parto sofferente se nel reparto di Neonatologia vi è la stessa situazione? Quindi, qualora si faccia in tempo, si va a partorire altrove, chi è nel comprensorio peligno “deve” necessariamente recarsi all’Aquila o a Pescara, e chi purtroppo vive nell’area altosangrina è costretta a recarsi ad Isernia o Capua, sempre se non lo perde nello studio del ginecologo o in macchina. Questa questione particolare va affrontata con forza e decisione non perchè la nascita di un bambino è una bandierina da appuntare su una mappa, ma perchè noi donne sappiamo che il parto può trasformarsi in un’attimo dal momento più felice della nostra vita a quello più drammatico in assoluto per le nostre famiglie, e toccherà a NOI DONNE scendere in trincea contro l’ottusità burocratica e/o partigiana, e non per vederci riconosciuto il diritto alla salute (che ci è dovuto e garantito dalla Costituzione della Repubblica ), ma per DIFENDERE IL NOSTRO DIRITTO ALLA VITA!

Corvi, cornacchie e servi del potere (sottotitolo: come avvelenare un territorio per obbedire al padrone)

Set 29th, 2011 Posted in Ambiente, Politica, Salute, Sulmona, terremoto | No Comments »

Premessa:

La storia è sempre la stessa, quella collegata alla realizzazione del gasdotto Massafra Minerbio, 700 km ironicamente denominati “gasdotto Adriatico” per via del percorso originario; già, perché un’opera così imponente, viene solitamente progettata su percorsi poco impervi e, soprattutto, lontano da aree geologicamente instabili.
Sappiamo che questo percorso è stato stravolto in ragione di rapporti di forza delle città costiere, città che nelle regioni meridionali e del centro Italia possono contare sulla ricchezza economica ma soprattutto demografica, in parole povere, “hanno più voti”.
Ed è così che “l’opera”, silenziosamente inizia a scavare il suo letto lungo la dorsale appenninica, con costi lievitati in virtù della natura impervia del percorso, che richiede anche la modifica sostanziale, in termini di potenza, delle 3 centrali di spinta necessarie a far viaggiare il prezioso carico, poiché nella versione originaria, trattandosi di percorsi pianeggianti, non si rendevano necessarie postazioni di spinta superiori a 33MGW (con possibilità di raddoppio), mentre nel’attuale situazione ne necessitano 99 (anch’esse raddoppiabili), ma non è tutto; anche nell’attraversamento attuale, hainoi, ci si è imbattuti in territori dove hanno sede piccoli feudi di potenti senatori, e osservando la cartina politica dell’Abruzzo notiamo che il potere politico, oltre a spalmarsi sulle province costiere, dove vi è un proliferare di parlamentari e senatori a tutto tondo, possiede un’arroccamento di tutto rispetto in un’area interna, e per maggiore precisione, in un bellissimo borgo, con un bellissimo castello, dove regna un potentissimo senatore della repubblica. Il borgo in questione è Celano, il potentissimo è il Senatore Piccone, talmente potente da imporre un’ulteriore cambio agli altrettanti potenti vertici della Snam reti Gas; ed è così, fra uno spintone e l’altro, che il preziosissimo serpentone viene dirottato nei territori Peligno-Aquilani, ed è da qui che inizia la lotta dei comitati fino ad oggi.
Il fatto:
E’ inutile ricordare tutti i passaggi di lotta, le imposizioni vergognose giunte da Ministeri più o meno autorevoli, pareri alla Ponzio Pilato di alcuni Comuni, Provincia e Regione; oggi è possibile una ultima estrema azione, è assolutamente necessario che la provincia dell’Aquila avvii un ricorso presso il T.A.R del Lazio per sospendere questo massacro ambientale “ordinato” ad esclusivo danno della città di Sulmona e di tutti i suoi abitanti, perché è qui che verrà posizionata la più potente e mostruosa centrale di spinta (99MGW raddoppiabile), quasi a ridosso del centro abitato, in una conca, con possibilità di dispersione dei fumi tossici (micro polveri, diossine, catramine e particolato ecc.) pari allo 0.
Ieri, a conclusione di un “bel finto gesto” in questo territorio, il Presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, guarda un po’, di Celano, fedelissimo del “potentissimo” di cui sopra, gela tutti dichiarando di “essere fermamente favorevole alla realizzazione dell’opera, strategica e di pubblico interesse”, sbeffeggiando a chiosa tutti i comitati con la frase:”Il gas arriva anche nelle case degli ambientalisti”.
E su questo punto “ opera, strategica e di pubblico interesse” credo sia arrivata l’ora di fare chiarezza:
Caro mio autolesionista Presidente: Mi preme informarLa che: La realizzazione del gasdotto Massafra Minerbio non è affatto di “pubblico interesse” come Lei, unitamente ad i suoi padroni vi arrabattate a sostenere. La finalità di quest’opera è quella di trasportare metano a prezzo più competitivo possibile, la materia prima non proviene dai gasdotti ma da rigassificatore, che per l’appunto, ne abbatte già i costi, ed è “esclusivamente destinato alla vendita in paesi del nord Europa”, come vede, un’opera “esclusivamente speculativa” finalizzata ad incrementare i guadagni della sola Snam Reti Gas S.P.A. che non mi risulta essere dello stato, pur se quest’ultimo ne detiene una quota azionaria, a vantaggio quindi dei “soli azionisti privati”. Invito quindi Lei, nonché i suoi diretti superiori (Onorevoli, Senatori, Ministri, nani e ballerine varie) ad evitare accuratamente in futuro di pronunciare corbellerie come quella da Lei stesso pronunciate, abbiate la bontà per una volta, visto che l’onestà intellettuale non è certo cosa che Vi appartiene, di dire che quest’opera di massacro della salute pubblica “s’adda fare” perché VOI, e ribadisco, SOLAMENTE VOI, LA VOLETE, perché siete i più forti, siete quelli che comandano, mentre noi siamo i perdenti, quelli che devono “piegare la schiena” rispetto alle decisioni criminali che voi prendete. Questo modo di amministrare ci riporta alla spartizione dei corsi d’acqua di siloniana memoria, oggi “i cafoni” non sono più nel suo territorio, ma nel nostro, e non saranno rassegnati, questo non sarà l’ennesimo pidocchio con la croce sulla schiena mandatoci dall’onnipotente, sarà solo un’insopportabile, ennesimo sopruso che vorrete farci subire per dimostrare la Vostra inutile forza. Questa città reagirà, combatterà! Lo dica ai suoi padroni, lo dica anche alle altre cornacchie e agli altri servi.

Panem et circensem

Ago 28th, 2011 Posted in Cultura, Economia, Giovani, Sociale, Sulmona | No Comments »

notte bianca sulmona 2011

Piazza XX settembre all'apice della seconda Notte Bianca di Sulmona

Se c’è stata più gente al concerto di Nek che alla visita di Benedetto XVI una ragione ci sarà. La faccenda del Papa, ma è una mia personale convinzione, è andata come andata per una serie di questioni, tra cui sicuramente anche il fatto che la gente fosse intimorita. Però, seppure il paragone possa apparire blasfemo a prima vista, una riflessione va fatta. Vedo segnali di dialogo incoraggianti. Sta a chi amministra valorizzarli e farli lievitare. La cosa importante è che siano chiari ruoli e competenze, che ognuno si impegni a rispettarli nell’interesse collettivo e riconosca a chi lavora e s’impegna il giusto merito. È stato bello ieri il concerto di Nek con tutta quella gente, è stata divertente la notte bianca con la città stracolma. Read the rest of this entry »

La risposta è: 42

Giu 7th, 2011 Posted in Cultura, Giovani, Sociale, Sulmona | No Comments »
don't panic

Il robot depresso del film

Il film che abbiamo visto in consiglio comunale (lo scrivo con le iniziali minuscole perché è stato minuscolo anche il livello della discussione) se non fosse deprimente sarebbe grottesco. Mentre ascoltavo la successione degli interventi inerenti la “sfiducia” all’assessore alla Cultura Fusco mi tornava continuamente in testa il motivetto demenziale del film “Guida galattica per autostoppisti” che comincia con i delfini che abbandonano il pianeta Terra cantando allegramente “addio e grazie per tutto il pesce!”. Cito una pellicola per cultori in omaggio al Pacifico ed a SulmonaCinema, anche perchè è apparso chiaro che passerà parecchio tempo prima di vedere ancora accesi i proiettori della sala. Però, tornando a bomba, ho capito quasi subito la ragione di questo flashback cinematografico. In effetti la metafora ci stava a fagiolo: nel film i delfini avevano tentato di avvisare gli altri abitanti del pianeta che a breve sarebbe stato distrutto per cui, inascoltati, se la davano a gambe (anzi a pinne) non mancando, com’è nella natura gentile dei delfini, di ringraziare per l’abbondante prodotto ittico ingurgitato. Oggi i delfini erano le persone del pubblico, i cittadini un po’ più consapevoli, molti con t-shirt nere a mo’ di gramaglie, qualcuno no. Tutti però a cercare di dare un estremo segnale, silenzioso ma chiarissimo, nella speranza di recuperare questa città alla dignità ed al lignaggio civile e culturale che fino a ieri la contraddistingueva in Abruzzo ed in Italia. Silenziosamente imploravano di non essere costretti ad abbandonare il “pianeta” Sulmona. Read the rest of this entry »

La polpetta avvelenata (No Nuke lab in San Cosimo)

Giu 6th, 2011 Posted in Senza categoria | No Comments »
Colle San Cosimo

Colle San Cosimo

di Domenico Mastrogiuseppe –  Fisico

Non si vuole dare una pretenziosa lezione di fisica; si vuole solo rappresentare con semplicità, concetti ormai fondamentali per la sopravvivenza. Conoscerli aiuta a difendersi da chi vorrebbe imporci esiziali scelte di politica energetica. Se potessimo vederne l’immagine nella nostra dimensione, un atomo di piombo ci apparirebbe come un grosso calabrone librato nel vuoto, circondato da 82 minuscoli moscerini che gli girano vorticosamente e perennemente intorno, percorrendo distinte traiettorie quasi circolari. Il calabrone rappresenta il nucleo e i moscerini gli elettroni. Sono tenuti insieme da una sconosciuta forza elettromagnetica, che tiene insieme tutto, noi compresi e che si manifesta secondo due modalità: una detta negativa e l’altra positiva. La prima sprigionata dagli elettroni, la seconda dal nucleo. Tutti sanno che tali forze si attraggono fra loro se sono di segno contrario e si respingono se hanno lo stesso segno. Gli elettroni sono quindi fortemente attratti dal nucleo positivo, ma non vi cadono per via della forza centrifuga conseguente alla veloce traiettoria circolare. Read the rest of this entry »