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Cronaca di un circo annunciato

E siamo quì di nuovo a rendere conto dell’ennesima pagliacciata apparecchiata dalla maggioranza Pdl in regione Abruzzo (Ricciuti escluso) e servita dal capocomico Gianni Chiodi.

Il buongiorno si vede dal mattino, e dal mattino appunto, palazzo dell’Emiciclo annovera fra i suoi ospiti nientepopodimenochè il senatorissimo Filippo Piccone, proprio lui, quello che a detta della ex Signora Aracu numero 2, è disposto a sborsare cifre a 5 zeri per essere capolista, quello che ha montato tutti gli infissi nella niùtaun statoset di Bertolaso, quello che ha dirottato come se fosse la casa Santa di Loreto, una megacentrale di compressione metano da Celano a Sulmona,  quello che con molta probabilità non sarebbe estraneo alla costruzione della medesima, quello che fra un’affare e l’altro sponsorizza l’ultima fatica letteraria di Luciano D’Alfonso.

Certamente non si preferisce trascorrere le mattinate in un pericolante edificio della fredda Aquila, anzichè godersi i fastosi ambienti di Palazzo Madama se non si ha un motivo più che valido; dubito che al senatorissimo re delle porte e finestre, stesse a cuore la sorte dei precari della sanità, come non ritengo che il suo interesse fosse per conoscere l’esito dell’interrogazione presentata per il condominio Cristal di Giulianova che non mi pare si incentrasse sulla qualità degli infissi… ma allora? Si capisce subito, l’aula inizia i lavori con un pesante ritardo e con i banchi della maggioranza stranamente vuoti, eccezion fatta per il capogruppo Pdl Venturoni, si, proprio lui, l’ex assessore alla sanità arrestato per qualche problemino dovuto alla realizzazione di un paio di inceneritori praticamente inutili (dei quali uno a Celano) e fresco di domiciliari.

Nella giornata di ieri però bisognava votare la legge per tutelare il  territorio dallo scempio operato dal gasdotto adriatico, paradossalmente questa altro non è che  una copia della legge già votata ed approvata per il superamento della questione Centro Oli, quindi ampiamente collaudata in merito alla costituzionalità, ma alcune circostanze verificatesi nei giorni scorsi, turbano il tranquillo svolgersi dell’iter, dette circostanze hanno origine dai pareri favorevoli all’opera nel suo complesso (per intenderci l’intero Gasdotto con le 3 centrali) dati dal ministro Prestigiacomo (per l’ambiente, ma forse poverina non lo sa), e Bondi per i beni culturali, che con molta probabilità nemmeno ha visto il progetto, ma poichè silurato, appone firme ad minchiam su tutto quello che gli apparacchiano sulla scrivania. Altro interventino al vetriolo arriva invece lunedì dal servetto di turno di Confindustria, che dice quello che dice, senza sapere (dichiarazioni che ne palesano l’ignoranza in materia) ma perchè deve dire e basta. Gli ingredienti per far girare le balle a Sindaci, comitati e cittadini ci sono tutti, quindi nulla di più naturale può esserci che palesare la preoccupazione del territorio con la presenza massiccia di detti soggetti, nell’aula consiliare.

È consuetudine per l’assise consentire l’inversione degli ordini del giorno, qualora si venissero a materializzare gli eventi descritti sopra, e la proposta c’è, anzi; vi è dapprima l’assicurazione di discutere una sola interrogazione e poi proporre la variazione di scaletta,  ma così non avviene, vengono date risposte a tutte le interrogazioni glissate da nove mesi a questa parte e lo scopo di tanta meticolosità è uno solo, sfiancare le resistenze dei presenti e dei manifestanti, nel mezzo si decide addirittura di indire sospensione per improvvisa disponibilità del Presidente Chiodi ad aprire un tavolo con i sindacati per parlare dei precari della sanità… ma che strano, comunque un’ora di sospensione dei lavori, ma prima, un saluto ai sindaci ed agli amministratori accorsi… molto gentilmente, dopo soli 110 minuti.

Si torna in aula e si continua a discutere di tutto, interrogazioni finanche su condomini, ma va bene così, fino alla fine delle interrogazioni arrivando alla richiesta di inversione degli ordini del giorno. Per onore di cronaca va detto che i banchi della maggioranza continuano a rimanere vuoti, 20 gli assenti, cosa che dovrebbe costituire un caso politico, ma andiamo avanti, oltre al capogruppo Pdl c’è un’altro tipo, uno con un nido di merlo in testa, sconosciuto.

Viene formulata la richiesta di inversione degli O.d.G. che fino a ieri per intenderci, erano stati approvati 100 volte su 100, ma ieri no! L’alto senso del dovere di Venturoni “impediva lo sconvolgimento dell’ordine democratico”, in parole povere “questa discussione non s’ha da fare”. ma i Sindaci, gli amministratori, le associazioni, i cittadini, resistono stoicamente alla costrizione nei seggiolini ed ai dolori ai piedi fino alle ore 16,30… Embè, mo le scuse sono esaurite e ‘sto toro va affrontato; tanto per aver chiara la situazione diciamo subito che il provvedimento è approdato in aula dalla II commissione con voto “unanime” proprio perchè gemello di analogo provvedimento redatto per la salvaguardia del comprensorio ortonese, viene quindi spontaneo pensare che questo voto dovrebbe essere una passeggiata. Prendono finalmente posto fra i banchi anche tutti i consiglieri di maggioranza, e quando la platea è tutta schierata ecco il colpo di teatro, anzi no, di circo:

Il Presidente Chiodi, l’uomo che presiede la regione più commissariata del mondo, varcando, e spesso oltrepassando di parecchio la soglia della costituzionalità, nonchè l’artefice della cancellazione in toto dei dititti costituzionali all’Art. 3 e 32 a scapito delle popolazioni peligne ed altosangrine, ha un’improvviso dubbio… “E se questa legge fosse incostituzionale?” L’istinto mi porterebbe a questo punto a lasciarmi andare alla nota esclamazione coatta, ma ho deciso di reprimere l’istinto favorendo la ragione, e la ragione mi porta a constatare che nella commissione competente non vi sono costituzionalisti (ma magari!), e lo stesso si dica anche per l’avvocatura regionale, un’altro ragionamento “logico” è invece un’altro, ovvero, se questa legge verrà dichiarata incostituzionale mi aspetto di vedere le trivelle dell’Eni sulla costa dei trabocchi prima di veder spuntare in tubo in Valle Peligna.

Ancora una volta Chiodi non ha rinunciato a pronunciare una autentica baggianata apostrofando il provvedimento come carente di ANALISI e basato sull’IMPROVVISAZIONE… effettivamente di improvvisazioni, salti mortali doppi e carpiati per sfuggire alle proprie responsabilità ieri ne abbiamo visti a iosa, miracoli della presenza di Piccone e dell’assenza della Pelino e di wroom wroom Scelli.

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Posted on mercoledì, marzo 23rd, 2011 at 19:07 and is filed under Ambiente, Associazione, Economia, Politica, Sulmona. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

4 Responses to “Cronaca di un circo annunciato”

  1. Masterg7 ha detto:

    Gigantesca Sebastiani! Al di là della tua spietata cronaca che ha toni da Grand Guignol riservabili a contesti meno patetici del Consiglio Regionale abruzzese, ho apprezzato particolarmente la “fotografia” del tipo col nido di merlo sulla testa ed il cameo motoristico dedicato all’On. Scelli Maurizio detto “la Ferrari”. Però su come continuare su questa faccenda del gasdotto forse tocca aprire un dibattito più ampio.

  2. Masterg7 ha detto:

    In aggiunta dirò che la citata opera di D’Alfonso in termini di capacità visionaria e di argomentazioni, sta dai tre ai quattro anni luce davanti all’era politica delle teste di legno osservate ieri. Con tutti i limiti, i difetti e le scivolate del personaggio in questione.

  3. Rosanna Sebastiani ha detto:

    Caro Master, il risultato circente ottenuto ieri altro non è che la conseguenza logica di azioni squinternate ed autoreferenziali; la via della risoluzione contrariamente al metanodotto, non passa per l’Italia e va quindi ricercata altrove; da due anni tento disperatamente di dare suggerimenti nel merito, ma sai com’è, se non sei parte della “cerchia” puoi avere tutta la competenza possibile ma non ti si fuma nessuno. Se mi si fosse dato ascolto ieri li davanti ci sarebbero state rappresentanze di tutti i territori attraversati e nell’aula le loro istituzioni, ma piace la battaglia individuale, e anche all’Eni piace, tant’è che chiede la V.I.A. non per il progetto nella sua interezza, ma a lotti, combattendo così comitato per comitato… siccome siamo tutti adulti e vaccinati abbiamo la libertà di sfrangerci al muro come più ci piace e siccome di muri in faccia, per amor di patria ne ho beccati diversi, ho deciso di cambiare strada, e chi mi ama mi segua… chi no, bhè, buona fortuna e speriamo arrivino presto al C.t.o.

  4. Rosanna Sebastiani ha detto:

    Circense. .

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