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E’ L’ORA DELLE DONNE, SE NON ORA, QUANDO?

Oct 28th, 2011 Posted in Senza categoria | Comments Off

Ne sono state pronunciate e scritte tante di parole, in merito alle sorti segnate dell’ospedale SS Annunziata; nell’ultimo anno in particolare, assistiamo ad una serie di prese di posizioni pubbliche da parte di amministratori e partiti che non si traducono in azione politica, anzi, abbiamo avuto modo di riscontrare negli atti, che queste posizioni si capovolgono letteralmente… Era il 19 Marzo quando “tutti” i rappresentanti politici della città scesero in piazza per manifestare contro le decisioni sciagurate del triumvirato sanitario regionale Chiodi-Baraldi-Silveri, ma poi? E sopratutto, quanti di quei cittadini sapevano realmente cosa sarebbe accaduto? O quantomeno cosa si prevedeva per questo territorio? Ma procediamo con ordine:
Iniziamo a parlare dei posti letto, dopo il taglio dei 16 posti della riabilitazione, siamo scesi da 180 a 164 posti, nulla da eccepire se si considera che l’accorpamento della Asl di Sulmona con Castel di Sangro (61 posti letto prima dei tagli), garantiva il superamento della soglia “200” che avrebbe dovuto mettere al riparo da ulteriori tagli, la Asl 1.
perchè parliamo di posti letto? Semplicemente perchè la soglia minima dei 200, che con la riduzione del 48% dei posti di Castel di Sangro, è scesa a 194 (ma tu guarda),ed ha esposto questo vasto territorio al sistematico massacro della sanità, e per poter avere una possibilità di comparazione, almeno per i posti letto, prendiamo un territorio di equivalente estensione come quello che va da Ortona a Vasto passando per Guardiagrele e Lanciano, ed andiamo a contare:
Ortona 125 posti letto
Lanciano 255 posti letto (nuovo ospedale previsto, posti 300
Guardiagrele 104 posti letto
Vasto 255 posti letto
e parliamo quindi di un totale di 734 posti letto fatta esclusione dei quasi 500 di Chieti nonchè della fitta rete di cliniche presenti in provincia, in un territorio collegato , se non con l’eccezzione di Guardiagrele, dalla rete autostradale, oltre al non trascurabile fatto di essere posizionati sulla costa o in prossimità di essa, particolare non trascurabile se si pensa alle difficoltà in cui si incappa nei territori interni in situazioni climatiche solite durante i mesi invernali e che invece non coinvolgono, se non in situazioni particolarmente eccezzionali, il territorio della provincia teatina.
Dunque, i posti letto; Il triunvitato sanitario si trincera dietro la soglia, ormai demolita, dei 200 posti letto, per motivare una serie di inadempienze da giustificare con quanto previsto dal federalismo sanitario… allora perchè nessuno dei nostri rappresentanti politici ha ritenuto opportuno illustrare le differenze con i distretti elencati sopra? come mai Guardiagrele, abbondantemente sotto soglia minima, non può essere chiuso? Semplicemente perchè “un Sindaco” supportato da consiglieri provinciali e regionali (nello specifico dal consigliere Caramanico), ha opposto resistenza presso il tribunale Amministrativo Regionale, ponendo un semplicissimo quesito: Hanno “diritto” i cittadini del comprensorio di Guardiagrele a vedersi riconosciuta pari dignità in materia di applicazione dell’articolo 32 della Costituzione italiana? La risposta del TAR è stata tanto ovvia, quanto scontata, ma quì parliamo del “Sindaco” di Guardiagrele, e non del sindaco di Sulmona.
Ma la pratica dei tagli dei posti letto fa parte di un disegno criminale preordinato e preorganizzato, messo in atto tramite la mancata sostituzione dei dirigenti di reparto pensionati, 11 su 17, in reparti essenziali quali la Medicina, la Ginecologia (fra un pò anche l’Ostericia), Oncologia, Pediatria, Oculistica, Odontiatria, e altri ancora… Primari di reparti che non procuravano perdite al delicato sistema economico sanitario, ma anzi, ne riducevano i costi limitando fortemente la migrazione sanitaria verso le regioni di confine, ed è così che, in mancanza di responsabili di reparto, si sceglie di andare a curarsi altrove, e quindi si taglia, si taglia, si taglia e si taglierà, fino ad arrivare al numero previsto dalla regione per il nostro territorio che è pari a 32 posti letto, avete letto bene TRENTADUE! E se teniamo conto che a Castel di Sangro è previsto il mantenimento del solo pronto soccorso, siamo ad una media di un posto letto ogni 2600-2700 abitanti, quando l’indicatore standard nazionale parla di 6 posti letto per ogni 1000 abitanti, che dire…
Ma la chicca finale arriva adesso, anche se da quanto esposto sopra era facilmente prevedibile, la chiusura del punto nascite, è infatti previsto entro il termine ultimo dell’Ottobre 2012, il potenziamento delle sole strutture che garantiscono 1000 nascite annue, per aree particolarmente disagiate al quale noi potremmo appartenere in virtù della collocazione montana, della viabilità scomoda, del fattore climatico, il parametro scende a 500 nascite, e quì l’ennesimo “gioco di prestigio”, perchè le nascite non vanno calcolate nel territorio, ma nel reparto… ora chiederei alla signora Baraldi in qualità di donna, ed ai signori Chiodi e Silveri in qualità probabile (non so) di padri di future donne, o semplicemente di mariti, permetterebbero ad una loro figlia, ad una moglie, a lei stessa (Baraldi) semmai fosse in età, di partorire in un reparto dove non vi è primario Ginecologo e primario Ostetrico? E in quale reparto dovrebbe essere messo il neonato, nato magari da un parto sofferente se nel reparto di Neonatologia vi è la stessa situazione? Quindi, qualora si faccia in tempo, si va a partorire altrove, chi è nel comprensorio peligno “deve” necessariamente recarsi all’Aquila o a Pescara, e chi purtroppo vive nell’area altosangrina è costretta a recarsi ad Isernia o Capua, sempre se non lo perde nello studio del ginecologo o in macchina. Questa questione particolare va affrontata con forza e decisione non perchè la nascita di un bambino è una bandierina da appuntare su una mappa, ma perchè noi donne sappiamo che il parto può trasformarsi in un’attimo dal momento più felice della nostra vita a quello più drammatico in assoluto per le nostre famiglie, e toccherà a NOI DONNE scendere in trincea contro l’ottusità burocratica e/o partigiana, e non per vederci riconosciuto il diritto alla salute (che ci è dovuto e garantito dalla Costituzione della Repubblica ), ma per DIFENDERE IL NOSTRO DIRITTO ALLA VITA!

La polpetta avvelenata (No Nuke lab in San Cosimo)

Jun 6th, 2011 Posted in Senza categoria | No Comments »
Colle San Cosimo

Colle San Cosimo

di Domenico Mastrogiuseppe –  Fisico

Non si vuole dare una pretenziosa lezione di fisica; si vuole solo rappresentare con semplicità, concetti ormai fondamentali per la sopravvivenza. Conoscerli aiuta a difendersi da chi vorrebbe imporci esiziali scelte di politica energetica. Se potessimo vederne l’immagine nella nostra dimensione, un atomo di piombo ci apparirebbe come un grosso calabrone librato nel vuoto, circondato da 82 minuscoli moscerini che gli girano vorticosamente e perennemente intorno, percorrendo distinte traiettorie quasi circolari. Il calabrone rappresenta il nucleo e i moscerini gli elettroni. Sono tenuti insieme da una sconosciuta forza elettromagnetica, che tiene insieme tutto, noi compresi e che si manifesta secondo due modalità: una detta negativa e l’altra positiva. La prima sprigionata dagli elettroni, la seconda dal nucleo. Tutti sanno che tali forze si attraggono fra loro se sono di segno contrario e si respingono se hanno lo stesso segno. Gli elettroni sono quindi fortemente attratti dal nucleo positivo, ma non vi cadono per via della forza centrifuga conseguente alla veloce traiettoria circolare. Read the rest of this entry »

Illegittimità dell’atto impugnato: vizio di eccesso di potere per disparità di trattamento, errore di fatto, travisamento dei fatti, illogicità manifesta.

May 2nd, 2011 Posted in Senza categoria | No Comments »

Ho voluto iniziare questa mia ennesima intitolandola con il secondo capoverso della sentenza pronunciata dal Tar del Lazio.
Ho voluto usarla perché in due righe sintetizza impietosamente l’arroganza di un governo che più che governo, in questo caso più che in altri, ha avuto marcate sembianze di un’associazione a delinquere, che in modo scientemente criminale ha circoscritto significativamente la mappa degli interventi economici così da poterli controllare meglio, e per garantire gli interessi di pochi fidati amici (meglio noti come cricche), ha di fatto cancellato per oltre 10.000 cittadini, l’articolo 3 della Costituzione italiana.
So che posso sembrare noiosa e ripetitiva, ma è bene non dimenticare quello che abbiamo passato, e quello che in molti di noi stanno ancora passando.
E’ bene ricordare che in questa città, il terremoto c’è stato solo per piazzare (con ragguardevole ritardo) centinaia di ormai inutili bagni chimici Sebach, di cui, vista la mancata realizzazione di tendopoli (eccetto quella realizzata a fine Giugno per cacciare la gente dagli alberghi) proprio non se ne capiva la necessità, le interpretazioni del benevolo gesto di Bertolaso furono varie e variegate:
1) Il terremoto aveva fatto esplodere tutte le tazze cittadine 2) Il terremoto ci aveva trasformati in una città di cagasotto e via così, salvo poi scoprire che la Sebach era stata inquisita per un giro di mazzette che avevano favorito l’invasione delle cabine rosse anche dove non ve ne era più bisogno.
Poi niente più terremoto, e la rabbia che montava di giorno in giorno con le consegne delle prime C.a.s.e. con i relativi bollettini sui dati e numeri delle popolazioni “assistite”, la bile che veniva su velocemente ogni qualvolta comprendevamo che in quei numeri che illustravano la magnificenza governativa noi “non c’eravamo” perché per l’ottenimento dello status di terremotato occorreva stare nel cratere, e noi “non c’eravamo”. Read the rest of this entry »

Perchè no al metanodotto

Mar 20th, 2011 Posted in Senza categoria | No Comments »

Un anno fa a Tarsia, in provincia di Cosenza, un metanodotto con le stesse caratteristiche di quello che dovrebbe passare sul territorio di Sulmona e di molti comuni in provincia dell’Aquila, è esploso forse per uno smottamento del terreno.

Le fiamme erano alte circa 100 metri e sono state visibili ad occhio nudo anche da Castrovillari che si trova a circa trenta chilometri di distanza.

Ora, non fosse altro che per una mera questione di sicurezza, sarebbe logico realizzare un opera del genere in zone in cui il rischio sismico non è quello delle nostre contrade, nelle quali invece è ragionevole aspettarsi scosse in grado di provocare ben più di uno smottamento.

A questo link un estratto dell’intervento di Mario Pizzola alla riunione tenuta il 18 marzo presso la sede della Comunità Montana Peligna

Di seguito un filmato sull’incidente tratto da YouTube .

150° al Comune: per la Brigata Majella non c’è posto.

Mar 18th, 2011 Posted in Senza categoria | 1 Comment »

Spesso vorremmo non trovarci nella condizione di dover fare osservazioni e interventi, scrivere lettere aperte o muovere critiche sulle manchevolezze dell’amministrazione comunale sulmonese.

Men che meno in occasione del 150° dell’Unità d’Italia, data in cui per amor di patria e per rispetto della solennità della ricorrenza qualsiasi italiano che ha a cuore il decoro del proprio Paese si astiene dal sollevare polemiche.

Crediamo però che l’offesa e la scortesia arrecata ai partigiani e patrioti, reduci della Brigata Majella, sia cosa talmente assurda da non poter essere sottaciuta. Read the rest of this entry »

VIVA L’ITALIA – 2

Mar 17th, 2011 Posted in Senza categoria | No Comments »

Uno tra gli auguri più belli all’Italia trovati sul web.

Viva l’Italia

Mar 17th, 2011 Posted in Senza categoria | No Comments »

SET aderisce alla manifestazione del 19 marzo

Mar 14th, 2011 Posted in Senza categoria | No Comments »

Complimenti! Abbiamo ri-ri-ri-riscoperto l’acqua calda!

Mar 10th, 2011 Posted in Senza categoria | No Comments »
Rosanna Sebastiani

Rosanna Sebastiani

Questa mattina mi sento un tantinello “acida”, sarà per la scossa, sarà magari la stanchezza, una indisposizione tutta personale quindi; ed è per questo che questa mattina, in modo forse esagerato, reagisco male a quanto leggo sulle diverse pagine web… In modo particolare quando i totoli alterano e mistificano la realtà.

Ovunque stamattina leggo questo titolo:La Regione riconosce la Valle Peligna e l’Alto Sangro “area di crisi industriale complessa”, e chiuque viva quì, leggendo il titolo pensa che qualcosa sia cambiato, ma poi leggi e non puoi fare a meno di incazzarti.

Comprendo e apprezzo la buona volontà che il Presidente della comunità montana spende per attirare l’attenzione delle autorità, ma sa di masochismo quel voler indire tavoli istituzionali, snobbati proprio dalle istituzioni; un palese atteggiamento di noncuranza mista a menefreghismo di una classe “dirigente” che non tenta neanche di salvare una briciola di apparenza, trattando la gente di questo territorio come il prodotto di una società inferiore. Ma questo atteggiamento può risultarci ormai tristemente comprensibile se tenuto dalle varie maggioranze istituzionali di tutti i livelli (per intenderci, dalla “filiera”), ma non riesco a metabolizzarlo dalle minoranze.

Quando leggo il titolo riportato sopra la logica mi lascia intendere che sia accaduto qualcosa, quantomeno che questa alta cerdificazione alla miseria e al degrado, sia stata partorita da quella parte politica “che conta”, e parlo di: Presidente della regione o del suo assessore delegato, di quello della provincia, oppure, se proprio ci si deve accontentare, del sindaco o di un rappresentante della giunta; ma se il ridondante annuncio viene affidato al vicepresidente del consiglio regionale (ovviamente di minoranza), che sempre per quell’atto di buona volontà partecipa al tavolo istituzionale dove le istituzioni tutte si rifiutano di sedere, anche se detto annuncio altri non è che la lettura dell’ennesima inutile e sterile delibera di giunta regionale,la terza o la quarta (abbiamo ormai perso il conto) di questa amministrazione, senza però predisporne risoluzione alcuna dopo che per altre aree, come Val Vibrata e Val di Sangro, sono state predisposte azioni efficaci con cospicui stanziamenti in euro, sia ha la sensazione palpabile della presa per i fondelli, e mi aspetterei da chi è all’opposizione una qualche azione finalizzata a denunciare pubblicamente l’ostruzione sistematica delle destre di governo, così, giusto per non continuare a fare la parte dei coglioni, perchè è a questo che ci hanno ridotti, coglioni che ripongono le speranze in qualunque messia che promette, e che puntualmente non mantiene, senza più dignità, perchè da queste parti non occorre se trovi un politucolo che ti fa sperare; è così che la gente di questa terra si è ridotta ad una sorta di schiavitù mista a servilismo, perchè è il lavoro che ci rende liberi, e quì di lavoro non ve ne è più da parecchio.

iSulmona: un piccolo passo tecnologico, un grande salto culturale

Mar 3rd, 2011 Posted in Senza categoria | No Comments »

Stasera nella sala Consiliare del Comune di Sulmona è stato presentato un piccolo ma significativo progetto promosso da Antonio Iannamorelli e recepito dalla Giunta che si chiama iSulmona. Un piccolo significativo passo che, speriamo, venga ulteriormente sviluppato ed implementato, per dare un segnale di mutamento culturale nel modo di promuovere la città. Di seguito la registrazione integrale dell’incontro.