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22 anni dopo…

EXPO'

Non ci sto a fare paragoni stupidi ed inutili su tangentopoli, quella era un’altra storia, anche se i nomi venuti fuori oggi sono gli stessi di allora; non ci sto perchè se ci sono delle certezze sono in primis, che nella prima repubblica, il responsabile economico del partito si faceva anche garante dei comportamenti di personaggi collaterali. le aziende finanziavano i partiti che a loro volta facevano si che tu non venissi escluso dai contesti produttivi, e contestualmente si adoperavano affinchè nessun personaggio di sottobosco osasse chiedere nulla.

nella seconda repubblica invece, c’è l’inserimento del collettore, personaggio che immette l’impresa nel circuito, fa in modo che vengano costruite ad arte situazioni che ne garantiscano il successo in merito alla aggiudicazione dell’appalto, ma poi impone tutta una serie di finanziamenti ad un branco di sciacalli collaterali difficili da saziare.

E’ più di qualche anno che denuncio questo stato di cose, sono stanca di ripetere che le gare, malgrado i costi fatti sopportare alle imprese per certificazioni varie, sono destinate ad una ristretta cerchia di soggetti, costruite con perizia fin dal capitolato, che innescano un meccanismo perverso di appetiti che, alla fine, gravano su quella che è poi l’ultima ruota del carro, ovvero la ditta subappaltatrice, che mai, come in questi ultimi anni, si è vista negare il dovuto senza speranza alcuna di veder onorate le proprie spettanze.

Un gioco che riesce alla grande grazie alla intrigata burocrazia, all’elusione delle regole, alla lentezza e all’inadeguatezza del sistema giudiziario.

Tutto ha funzionato a meraviglia fino ad oggi, anche perchè uno dei fattori fondamentali affinchè il tutto riuscisse come stabilito, era la parolina magica dell’ “URGENZA”; perchè “Urgenza” stava a significare che per il bene dell’evento, sia esso sportivo, o legato a fenomeni naturali, e nell’ultimo caso all’EXPO’ dove la nazione si gioca la faccia, imponeva una sorta di codice per cui i soggetti demandati al controllo chiudessero un occhio, anzi, tutti e due affinchè si raggiungesse il traguardo.

L’urgenza si generava fin dalle primissime fasi, anche nel caso, come l’ultimo, in cui si parte con diversi anni di anticipo, c’è la burocrazia per questo, tutto deve marciare con i giorni contati, ma qualcosa stavolta non ha funzionato, e, che piaccia oppure no, si è decretata la fine di un sistema collaudato da 20 anni, che ha arricchito i soliti 5/6 grossi gruppi, riducendo in miseria tutto quello che vi era sotto a livello di imprese e di artigianato.

Occorre riflettere e fare attenzione, perchè questa potrebbe essere l’occasione di porre rimedio ad i troppi gravi sbagli commessi dalla politica serva dei grandi gruppi, la stessa politica che ha causato la più terribile crisi di sistema del lavoro; va ricostruito un sistema snello e trasparente, dove il migliore al prezzo migliore e congruo, si aggiudica il lavoro, come accade ovunque, meno che in Italia. Non servono spallate a suon di vaffanculo per farlo, occorre preparazione, serietà, metodo, confronto con i migliori sistemi in europa…

Lo scandalo dell’EXPO’ è l’ultimo durissimo colpo assestato alla politica della seconda repubblica e che ne certifica l’indubbio fallimento, ma è anche l’occasione unica ed irripetibile per la reintroduzione di regole che un tempo garantivano tutti, per migliorare il sistema, per svincolarci dalla burocrazia con poche ma ben assestate mosse, per rivedere un sistema giudiziario che in merito alle dispute finanziarie è dietro finanche al Burkina Faso…

Quindi, dopo anni di denunce e di attesa sul delta del fiume Giallo, attendo il passaggio dei cadaveri, ma anche una zattera di salvataggio, perchè penso che sia finalmente ora che arrivi.

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Posted on martedì, maggio 20th, 2014 at 08:35 and is filed under Economia, Senza categoria. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed.

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